Da Simius a Cala Gonone in kayak

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Primo viaggio in solitaria

Silvio quest'anno non è potuto partire. Personalmente da tempo avevo una gran voglia di organizzare un viaggio in Sardegna, ma per un motivo o per un altro avevo rimandato. Carpe Diem, quest'anno parto da solo. Ho scelto la costa est della Sardegna, partendo da Simius e navigando verso nord. Non ho moltissimi giorni, solo cinque effettivi di navigazione, ma già sufficienti per poter godere di un viaggio in kayak. In molti mi avevano parlato bene del Golfo di Orosei e non solo. Così il mio viaggio lo farò pagaiando in queste splendide acque.

Viaggiare in solitaria ha i suoi pro e contro. I pro sono che non devi rendere conto a nessuno, totalmente libero di prendere ogni decisione, di conoscere meglio te stesso nei momenti di difficoltà, nella determinazione nell'andare avanti, poi le emozioni e le sensazione che si provano... è tutto moltiplicato per 10. I contro sono relativamente alla sicurezza: viaggiare in compagnia può essere molto importante nel caso di pericolo o infortuni. Un altro contro è senza dubbio il non poter condividere con un amico momenti di gioia, di emozioni condivise, per poi ricordarle dopo anni sorseggiando un calice di vino.

1° giorno - Simius - Capo Ferrato

Primo Giorno

Simius - Capo Ferrato (35,27 Km - 19,04 NM)

Faccio il biglietto con la nave andata e ritorno, purtroppo in pieno agosto dato che le ferie le ho dovute prendere forzatamente in questo periodo. Partenza da Palermo con arrivo a Cagliari, macchina con kayak a seguito. Il viaggio in nave è stato confortevole. Ho preso la cuccetta e dormito bene.

Sulla nave da Palermo a Cagliari

Sulla nave da Palermo a Cagliari

Sulla nave. In ingresso nel porto di Cagliari.

Sulla nave. In ingresso nel porto di Cagliari.

Appena arrivo a Cagliari non perdo tempo e mi dirigo in una zona che avevo precedentemente individuato su google maps prima della partenza, una strada sterrata vicino Villasimius, adiacente al mare. Arrivo ma ahimè scopro che c'è il divieto di sosta notturna e la macchina la dovrei lasciare lì per 5 giorni. Il piano B è andare in giro e cercare un parcheggio libero vicino al mare, compito arduo. Perdo una mezzoretta domandando ad alcune persone. Un signore mi dice (anche con un po' di arroganza): "Ma sta scherzando! Un parcheggio libero in una zona tra le più turistiche d'Italia. Non ne troverà!". Tra me e me pensavo: effettivamente dovevo scegliere un posto più agevole quanto meno per lasciare la macchina. Però non demordo, con la macchina perlustro la zona e trovo un bel parcheggio libero a circa 200m dalla spiaggia di Simius. Tornerei indietro da quel signore a riferirglielo, ma c'è troppa voglia di partire.

Il problema è che essendo da solo non me la sentivo di lasciare kayak e attrazzatura incustoditi a ridosso della spiaggia e poi andare a parcheggiare. Ecco un altro contro nell'essere da solo! Così sistemo il carrellino sotto il kayak, lo carico e porto il kayak in spiaggia. La spiaggia ampia di Simius, con la sua soffice sabbia non permetteva un'avanzamento agevole del carrellino, così senza neanche chiedere aiuto, un turista si avvicina e mi da una mano per portare il kayak fino alla battigia.

Faccio più di un viaggio per prendere tutto l'occorrente: cibo, vestiario, attrezzatura elettronica, attrezzatura per il bivacco e quant'altro. Sistemo tutto e sotto un sole cocente, grondante di sudore, mi accingo a partire. Metto il kayak in acqua e una signora mi chiede: "Dov'è diretto?". Io: "Se tutto va bene tra 5 giorni circa arriverò a Cala Gonone". Lei: "Wow che fantastica avventura! Ma è la prima volta?". Io: "No. Ho già fatto altri viaggi: il periplo della Sicilia, Calabria, Basilicata e parte della Puglia". Lei: "Ah. Ma quindi lei è uno famoso?". Io: "Mi ritengo semplicemente un curioso e un grande amante del mare e del modo unico ed esclusivo di viaggiare in kayak". Saluto la Signora e parto. Già fin da subito la costa si presenta gradevole con un acqua turchese.

In spiaggia a Simius. Tutto pronto per la partenza.

In spiaggia a Simius. Tutto pronto per la partenza.

Simius - partenza

Simius - partenza

Simius - Prime pagaiate

Simius - Prime pagaiate

Simius allontandomi dalla spiaggia affollata...

Simius allontandomi dalla spiaggia affollata...

Lasciata l'affollata spiaggia di Simius, mi ritrovo in un contesto che piace alla maggior parte dei kayaker. Poco vento, mare privo di natanti a motore che sfrecciano, costa poco urbanizzata. Il litorale si presenta prevalentelmente roccioso. Punta Molentis mi piace davvero tanto, scatto diverse foto e faccio alcuni video.

Verso Punta Molentis

Verso Punta Molentis

Verso Punta Molentis

Verso Punta Molentis

Punta Molentis

Punta Molentis

Punta Molentis

Punta Molentis

Punta Molentis

Punta Molentis

Sulla mia destra mi accompagna l'isola di Serpentara per diversi chilometri e "I Variglioni". L'isola di Serpentara è costituita da rocce granitiche, ha una torre risalente alla dominazione spagnola per l'avvistamento delle navi saracene.

Isola Serpentara

Isola Serpentara

Faccio la prima sosta a Cala Pira. Pranzo in un lido e mi accorgo subito dei prezzi decisamente alti del cibo. Per un panino e un'acqua spendo 10€!

Cala Pira

Cala Pira

Cala Pira

Cala Pira

A Cala Pira svetta la torre omonima che insieme alla Torre di San Luigi dell'isola di Serpentara, rappresenta la linea difensiva della costa sud-occidentale

Torre di Cala Pira

Torre di Cala Pira

Riparto e la costa si fa più monotona. Mi fermo vicino Sant'Elmo per una sosta pomeridiana. Poi il lungo spiaggione di Costa Rei, pieno di ombrelloni... no grazie. Proseguo dritto.

Cala Sinzias

Cala Sinzias

Sant'Elmo

Sant'Elmo

Verso la Costa Rei

Verso la Costa Rei

Costa Rei

Costa Rei

Proseguo fino a sera. C'è da doppiare Capo Ferrato. Avvicinandomi al capo si alza una brezza sostenuta tipica dei capi che tagliano così nettamente la costa. E' tardo pomeriggio, il sole si nasconde dietro la montagna e navigo all'ombra. Avevo individuato sulla mappa una spiaggietta dopo il capo, ottima per il bivacco. Ambiente selvaggio, silenzio assoluto, e serata serena. Peccato che le zanzare mi assaltano e sono costretto a rinchiudermi in tenda! Ho dimenticato l'Autan a casa!

Verso Capo Ferrato

Costa Rei

Capo Ferrato

Capo Ferrato

Capo Ferrato

Capo Ferrato

Bivacco a Capo Ferrato

Bivacco a Capo Ferrato

2° giorno - Capo Ferrato - Porto Sartoru

Secondo Giorno

Capo Ferrato - Porto Sartoru (41,44 Km - 22,37 NM)

Inizio la giornata pagaiando, come succede spesso nelle prime ore della mattina, nel silezio assoluto. Soltanto il suono della pagaia di legno che fende l'acqua. Il litorale è caratterizzato da una zona umida. Infatti sono presenti due grossi stagni uniti con il mare: Stagno Colostrai e Stagno Feraxi. Mi fermo per fare due foto e riparto.

Prime pagaiate del secondo giorno

Prime pagaiate del secondo giorno

Acqua limpida

Acqua limpida

Verso gli stagni

Verso gli stagni

Stagno Feraxi

Stagno Feraxi

Vento assente. Il paesaggio è abbastanza monotono a parte il promotorio dove sorge la Torre Salinas, l'unica torre della Sardegna ad avere pianta quadrata, costruita durante il Seicento per custodire le saline. Poco distante infatti è presente lo "Stagno delle Saline".

Torre Salinas

Torre Salinas

Navigo fino a Porto Corallo dove mi fermo per pranzo, il vento adesso soffia da sud-est con intensità di 10-15 nodi circa. Vado alla ricerca di un ristorante, non importa quanto pago, ho parecchia fame e voglio mangiare. Pranzo a base di birra Inchusa, antipasto di carpaccio di pesce spada, rucola e grana e come primo spaghetti vongole e bottarga.

Sosta e Pranzo a Porto Corallo

Sosta e Pranzo a Porto Corallo

Spaghetti bottarga e vongole

Spaghetti bottarga e vongole

Soddisfatto del pranzo, rimango in spiaggia e schiaccio una pennichella all'ombra di un'albero. Verso le 16 sono pronto per ripartire ma il vento è aumentato con raffiche fino a 20 nodi. La partenza è abbastanza tranquilla visto che la spiaggia dove sono atterrato era ridossata dal vento. Da quella partenza non mi fermerò più fino a sera, circa 4 ore ininterrotte di pagaiata. Devo fare "strada" e sono indietro con i chilometri giornalieri. Ma non mi fermerò anche per il vento e per la costa impervia!

Poco a nord di Porto Corallo noto un agglomerato di case. Anche se sono sempre più "infastidito" dal cemento lungo il litorale, queste almeno sembrano costruite con un criterio.

Vicino Porto Corallo

Costruzioni lungo il litorale vicino Porto Corallo

La spiaggia di sabbia di Murtas la taglio e navigo spedito con vento al giardinetto. Da Torre Murtas in poi una costa molto impervia che non permette nessuna sosta anche perchè il moto ondoso è impegnativo.

Costa selvaggia e impervia

Costa selvaggia e impervia

Torre Murtas

Torre Murtas e una stazione che non avevo segnalato in mappa, forse militare

Mare impegnativo

Mare impegnativo

Verso Portu Santoru

Verso Portu Santoru

Da questo momento in poi non ho più scattato foto. Il cielo si è incupito, il vento sostenuto e il mare brulicante richiedevano tutta la mia attenzione. Il sole era lì per calare. La costa stava iniziando ad abbassarsi e cercavo di scorgere una caletta per bivaccare. Ma le spiagge che intravedevo erano formate da sassi molto grossi, impraticabile atterrare e soprattutto bivaccare. Cerco di fare più in fretta possibile prima che la luce si dissolva. Non avevo intenzione di andare avanti con la luce di emergenza che mi porto dietro, soprattutto in quelle condizioni. A complicare la situazione tanti piccoli scogli appuntiti e affioranti vicino la riva sono pronti a "baciare" il mio kayak.. la concentrazione è massima e la tensione pure. Ad un certo punto scorgo una spiaggetta molto stretta soltanto una decina di metri tra la strada sterrata sovrastante e il mare. Con un'ultima luce accennata di un sole già tramontato, atterro facendo lo slalom tra gli scogli. Tiro in secco il kayak e tiro anche un sospiro di sollievo. Accendo il telefono e... nessun segnale! Ciò significa che a casa non avranno mie notizie fino all'indomani. Noto un trattore sulla spiaggia. Ci dovrà essere sicuramente una casa lì vicino pensavo tra me e me. Mi inoltro nella strada sterrata e scorgo una casa di campagna, con un grande giardino e una luce accesa. Dalla recinzione inizio a gridare: "C'è nessunooooo! C'è nessunooooo!". Vedo una sagoma di una donna anziana: "Sì, chi è lì?". Io: "Buonasera Signora, vengo dal mare. Sono in viaggio con il mio kayak. Volevo chiederle una cortesia. Se posso fare una telefonata a casa per rassicurarli che è tutto okay." Tutto ciò gridando a squarciagola perchè la recinzione era ben distante dalla casa.

La Signora mi invita ad entrare da un cancelletto. Percorro un vialetto e incontro la simpatica anziana che mi dice: "Venga, venga. Qui prende solo la Vodafone. Però deve salire quella scala e mettersi all'angolo. Prende soltanto lì!". Mi da il telefono, salgo le scale seguo le istruzioni impartite e magicamente compaiono le tacche della copertura cellulare! Chiamo a casa e rassicuro tutti e sono molto più tranquillo anch'io.

La Signora mi dice che non è la proprietaria, ma che il proprietario stava arrivando e mi avrebbe accolto con piacere visto che anche lui è un kayaker. Nel frattempo vado a sistemare il kayak con la torcia elettrica. Pensando di piazzare la tenda. Quando ad un certo punto sento dei passi in spiaggia. Era Edoardo il proprietario della casa che si avvicinava. Mi dice: "Buonasera! Mica vorrà dormire qui? Di notte questa spiaggia è transito di animali selvatici". Ricordo di aver sentito asini, capretti, cinghiali e qualche altro animale. Sono rimasto di sasso, anche perchè con la spiaggia così esigua non potevano che passare vicino la mia tenda. Non una bella scena in piena notte!

Così Edoardo mi invita a portare il kayak dentro il recinto e piazzare la tenda a riparo nel suo spiazzale. Mi accolgono veramente come se fossi stato una della famiglia, con aria festosta facendomi domande e continuandomi a chiedere se avevo bisogno di qualcosa. Mi offrono una cena a base di formaggi sardi, un'insalatone e il pane carasau. Dicevano che in passato avevano ospitato altri due kayaker. Il primo è Sergi di Rumbo Mediterrano e poi un gruppo di kayaker francesi. Questa spiaggetta è praticamente l'unico approdo dopo diversi chilometri di litorale impervio, infatti gli altri kayaker prima di me l'avevano scelta per il bivacco allo stesso modo. Mi sentivo in un film: la famiglia, la casetta in campagna, l'immagine degli asini che attraversavano la spiaggia, Juanito, un ragazzino di circa 10 anni, che mi tempestava di domande. Le emozioni provate quella sera non le dimenticherò per tutta la vita.

Tenda al sicuro da animali selvatici!

Tenda al sicuro da animali selvatici!

3° giorno - Capo Ferrato - Porto Sartoru

Terzo Giorno

Porto Sartoru - Cala Ginepro (32,8 Km - 17,71 NM)

Ho impostato la sveglia alle 7. Ancora la calorosa famiglia dorme, ne approfitto per smontare la tenda e risistemare i gavoni. Nel frattempo Edoardo e gli altri si svegliano e mi offrono un'abbondante colazione. Mi accompagnano in spiaggia e ci salutiamo come se ci conoscessimo da una vita!

Il tempo è strano la giornata è nuvolosa e c'è già un leggero venticello da nord-est. Non un buon segno perchè a quell'ora ci dovrebbe essere calma assoluta. Anche Edoardo mi dice che il tempo è fortemente instabile ultimamente. Sono un po' scettico sulla giornata che sto affrontando, anche perchè se ci sarà davvero grecale la costa non offre riparo per tanti chilometri.

Strana atmosfera

Strana atmosfera. Sembra un tempo autunnale.

Strana atmosfera

Strana atmosfera. Sembra un tempo autunnale.

Subito dalle prime pagaiate noto che il fondale è pieno di ricci. Tante macchiette scure si intravedono in mezzo agli scogli. Metto la gopro in acqua per poi rivederli meglio in video. Faccio la prima sosta a Marina di Tertenia. Gran bella spiaggia con un costone roccioso che le da un fascino esclusivo.

Torre di San Giovanni di Sarrallà

Torre di San Giovanni di Sarrallà

Marina di Tertenia

Marina di Tertenia

Navigando verso nord una scogliera rossastra presso Capo Sferracavallo prende il sopravvento. Sicuramente suggestiva e rara.

Porfidi - Rocce rosse (Capo Sferracavallo)

Porfidi - Rocce rosse (Capo Sferracavallo)

Porfidi - Rocce rosse (Capo Sferracavallo)

Porfidi - Rocce rosse (Capo Sferracavallo)

Faccio la pausa pranzo sulla spiaggia Coccorocci. La mattina avevo comprato del pane, così mi preparo due panini con circa 250 grammi di sgrombro.

Spiaggia Coccorocci

Spiaggia Coccorocci

Spiaggia Coccorocci

Spiaggia Coccorocci

La scogliera adesso tende al rosa, insieme al verde degli alberi il contrasto è molto piacevole alla vista. Mai visto un'abbinamento del genere. La costa è un continuo serpeggiamento tra calette e insenature nella scogliera rosa.

Scogliera Rosa

Scogliera Rosa. Marina di Gairo

Scogliera Rosa. Marina di Gairo

Scogliera Rosa. Marina di Gairo

Scogliera Rosa. Marina di Gairo

Scogliera Rosa. Marina di Gairo

Scogliera Rosa. Marina di Gairo. Bambini arrampicatori

Scogliera Rosa. Marina di Gairo. Bambini arrampicatori

Ad un certo punto intravedo in lontananza diversi kayak in spiaggia. Collego immediatamente, penso si tratti di Cardedu Kayak. E' così, Francesco l'istruttore di Cardedu è pronto per un'escursione.

La spiaggetta di Cardedu

La spiaggetta di Cardedu

Cardedu kayak pronto per un'escursione.

Il team di Cardedu kayak pronto per un'escursione.

Oltretutto, Francesco mi dovrà venire a riprendere a Cala Gonone per riportarmi a Simius. Mi incontro casualmente con Francesco, scambiamo due chiacchere. Fra due giorni ci risentiremo per coordinare il mio recupero.

Riparto, la costa presso Marina di Cardedu si presenta come una lunga spiaggia con degli alberi di sfondo. Mi incuriosisce Torre di Bari in quanto è strano vedere una Torre quasi sul livello del mare.

Cogli l'attimo

Cogli l'attimo

Marina di Cardedu - Lunga spiaggia con alberi alti

Marina di Cardedu - Lunga spiaggia con alberi alti

Torre di Bari

Torre di Bari

A "Punta Su Mastixi" la roccia diventa scura, il paesaggio varia molto rapidamente, ma il verde è sempre presente. Prima di arrivare ad Arbatax ci sono diverse spiagge di sabbia. Scelgo Cala Ginepro per il bivacco. La Luna piena, illumina la spiaggia e il mare. La giornata è stata ottima, smentendo i dubbi iniziali.

Punta Su Mastixi

Punta Su Mastixi

Bivacco. Cala Ginepro e luna piena

Bivacco. Cala Ginepro e luna piena

La mia suite!

La mia suite!

4° giorno - Cala Ginepro - Cala Sisine

Quarto Giorno

Cala Ginepro - Cala Sisine (43,11 Km - 23,27 NM)

Apro la tenda e mi ritrovo un'alba tra le più belle.

Alba a Cala Ginepro

Alba a Cala Ginepro

È la giornata più attesa del viaggio. Finalmente navigherò nel tanto rinomato Golfo di Orosei. Ma prima ancora del Golfo di Orosei mi godo Arbatax, la Torre San Gemiliano e le sue scogliere.

Torre San Gemiliano

Torre San Gemiliano

Arbatax

Arbatax

Arbatax

Arbatax

Scogliera vicino Arbatax

Scogliera vicino Arbatax

Scogliera vicino Arbatax

Scogliera vicino Arbatax

Arrivato al porto di Arbatax, decido di tagliare per vedere da vicino l'isola dell'Ogliastra. Arrivato, noto che l'isola è coperta da fichi d'India in ogni angolo e totalmente selvaggia. Una sosta è obbligata. Riparto per affrontare il Golfo di Orosei con i suoi imponenenti costoni rocciosi. La giornata scorre serena.

Isola dell'Ogliastra

Isola dell'Ogliastra

Isola dell'Ogliastra

Isola dell'Ogliastra

Taglio per arrivare dopo il porto di Santa Maria Navarrese e risalendo la costa dopo qualche chilometro ammiro Punta Pedra Longa: un monumento naturale che si erge da terra per circa 120 metri. Da lì la scogliera diventa imponente.

Pedra Longa

Pedra Longa

Costoni rocciosi

Costoni rocciosi

Costoni rocciosi

Costoni rocciosi

Sosta e Pausa Pranzo

Sosta e Pausa Pranzo

Sosta e Pausa Pranzo

Sosta e Pausa Pranzo

I natanti a motori che avevo visto con poca frequenza adesso sono in numero molto elevato, sfrecciano in barba a qualsiasi norma nautica a pochi metri dalla scogliera, dove io posso navigare ma loro no! Le imprecazioni non le conteggio più.

Scogliera nel Golfo di Orosei

Scogliera

Scogliera nel Golfo di Orosei

Scogliera nel Golfo di Orosei

Scogliera nel Golfo di Orosei

Scogliera nel Golfo di Orosei

Cala Goloritzè è forse la più famosa cala del golfi di Orosei. Si può raggiungere a piedi da terra con un percorso di circa 2 ore. Essendo in pieno agosto e in orario di punta è piena di gente. E' già bella così, chissà totalmente deserta! I natanti a motore rispettano le boe e stanno al varco alla fonda.

Verso Cala Goloritzè

Verso Cala Goloritzè

Arco di Cala Goloritzè

Arco di Cala Goloritzè

Cala Goloritzè

Cala Goloritzè

Cala Goloritzè

Cala Goloritzè

Cala Goloritzè

Cala Goloritzè

Oltre a Cala Goloritzè ci sono anche altre calette in alcune mi fermo ma visto che è pomeriggio inoltrato devo anche pensare dove dormire. Alle 18 arrivo a Cala Biriola. Ma i volontari della spiaggia mi dicono che c'è divieto di bivacco e la notte fanno controlli. Mi intrattengo qualche minuto con loro mi scattano una foto, mi fanno i complimenti per il viaggio e riparto perchè c'è ancora un po' di scogliera alta prima di arrivare a Cala Sisine dove si può campeggiare in un struttura raggiungibile dalla spiaggia.

Cala Biriola

Cala Biriola

Foto ricordo!

Foto ricordo!

Arrivo a Cala Sisine e incontro due coppie di ragazzi che avevano affittato dei kayak per fare campeggio nautico. Rimangono sbalorditi quando gli ho detto che ero partito 4 giorni fa da Simius. Ceniamo in spiaggia tutti insieme.

Entrando nel campeggio, raggiungibile dalla spiaggia, sembra di trovarsi in un rifugio di montagna! Gli odori, le strutture, la montagna adiacente ricordano più un paesaggio montano che marino. È veramente singolare.

In campeggio

In campeggio

Strutture del campeggio

Strutture del campeggio

5° giorno - Cala Sisine - Cala Gonone

Quarto Giorno

Cala Sisine - Cala Gonone (11,95 Km - 6,45 NM)

Ultimo giorno. Mi sveglio con calma, saluto i ragazzi che ho conosciuto il giorno prima e faccio un bagno a Cala Sisine prima di partire. Apprezzo la trasparenza dell'acqua color turchese. Ormai mancano pochi chilometri per Cala Gonone. La scogliere regala qualche grotta di tanto in tanto e singolari fori molto grandi, utilizzati dagli uccelli come riparo e per nidificare. Mi fermo a Cala Luna, posto da cartolina! Ammiro la scogliera imponente. La grotta del bue marino invece la salto perchè noto come la voglia di fare soldi ha imbruttito la scogliera con una passerella per i turisti. Me la prendo con calma. Pagaio godendomi il litorale fino a Cala Gonone, dove ho l'appuntamento con Cardedu Kayak.

La strada che porta dalla spiaggia al campeggio. Paesaggio montano  pochi metri dal mare.

La strada che porta dalla spiaggia al campeggio. Paesaggio montano pochi metri dal mare.

Cala Sisine

Cala Sisine

Cala Sisine

Cala Sisine

Grotta dal profilo umano

Grotta dal profilo umano

Singolari disegni nella scogliera

Singolari disegni nella scogliera

Scogliera verso Cala Gonone

Scogliera verso Cala Gonone

Cala Luna

Cala Luna

Cala Luna

Cala Luna

Cala Luna

Cala Luna

Caprette

Caprette

Cala Fuili

Cala Fuili

Vicino Cala Gonone

Vicino Cala Gonone

Arrivo!

Arrivo!

Mi viene a prendere Anna di Cardedu Kayak, fissiamo il mio kayak con le cinghie sulla macchina e mi riporta a Simius. Durante il viaggio in macchina posso ammirare la Sardegna anche nell'entroterra. Per rendermi ancora di più conto quanto sia montagnosa, impervia e affascinante nella parte sud occidentale.

Fine del viaggio! Come sempre colmo di momenti emozionanti e di avventura autentica.

Riepilogo Viaggio

Dati Viaggio

    Distanza ( 89 NM )
  • Spiaggia ( 30% )
  • Scogliera ( 70% )


Simius, Punta Molentis, Capo Ferrato, Marina di Tertenia, Capo Sferracavallo, Spiaggia Coccorocci, Marina di Gairo, Arbatax, Isola dell'Ogliastra, Pedra Longa. Cala Goloritzè, Cala Mariolu, Cala dei Gabbiani, Cala Biriola, Cala Sisine, Cala Luna, Cala Fuili

Non essendoci insediamenti industriali di rilievo. Nessun posto brutto.



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