Palermo - Giardini Naxos

St. Tropez

Il trekking siciliano più lungo

Mar Tirreno. Partenza da Palermo verso est, nel viaggio siciliano più lungo. Ormai la voglia di viaggiare in kayak ce l'abbiamo nel sangue. E la voglia irrefrenabile di visitare località marina e spiagge nuove e quanto mai forte.


1° giorno - Palermo - Trabia

Primo Giorno

Palermo - Trabia (30,2 Km – 16,3 NM)

Partiamo da Palermo dalla foce del fiume Oreto, non un gran bel posto. Mettiamo i kayak in acqua più per allontanarci che per iniziare il viaggio. Direzione est. Dopo circa un’ora arriviamo ad Aspra, frazione di Bagheria, dal mare la collinetta piena di verde è uno spettacolo.

Aspra

Aspra

Poco distante da Aspra, Mongerbino e Capo Zafferano, un tratto di costa suggestivo. Troviamo un'approdo tra gli scogli e ci gustiamo il nostro pranzo a sacco (spaghetti al pesto siciliano) in una cornice stupenda.

Arco Azzurro (Mongerbino)

Arco Azzurro (Mongerbino)

Pausa pranzo

Pausa pranzo

Pausa pranzo a Mongerbino con vista Capo Zafferano

Pausa pranzo a Mongerbino con vista Capo Zafferano

Il mare si mantiene calmo, ci gustiamo Torre di Solanto e Torre Normanna, e pagaiamo fino all'inbrunire, fermandoci per il bivacco vicino Trabia.

Torre Normanna

Torre Normanna

Bivacco vicino Trabia

Bivacco vicino Trabia


2° giorno - Trabia - Cefalù

Secondo Giorno

Trabia - Cefalù (34,3 Km – 18,54 NM)

Il secondo giorno è stato caratterizzato dal passaggio davanti la centrale di Termini Imerese, non un gran bel vedere come tutte le zone industriali. Siamo stati però ripagati dal mare e dalla costa vicino Cefalù (in particolare da Settefrati a Cefalù).

Termini Imerese

Centrale termoelettrica di Termini Imerese

Sosta a Campofelice di Roccella

Sosta a Campofelice di Roccella

Castello di Campofelice di Roccella

Castello di Campofelice di Roccella

Piane Vecchie (Lascari)

Piane Vecchie (Lascari)

Dopo le due soste vicino Campofelice di Roccella (prima per il pranzo poi per un bagno) ci siamo goduti la costa di Cefalù

Mazzaforno

Mazzaforno

Mazzaforno

Mazzaforno

Mazzaforno (Capo Plaia)

Mazzaforno

Costa vicino Cefalù

Costa vicino Cefalù

Costa vicino Cefalù

Costa vicino Cefalù

Cefalù

Cefalù

Lungomare di Cefalù

Lungomare di Cefalù

Siamo arrivati nella spiaggia vicino il lungomare di Cefalù nel tardo pomeriggio. Ci siamo subito resi conto che lì non potevamo trascorrere la notte in tenda. C’era un chiosco sulla spiaggia e la sera si riempiva di gente! Abbiamo chiesto informazioni e la gente del posto ci ha consigliato di girare la punta di Cefalù, lì avremmo trovato una caletta isolata (Cala Kalura). Il sole stava già tramontando e ci dovevamo affrettare a raggiungere quel posto! Quando eravamo vicino alla caletta era già buio, Silvio si era portato avanti per individuarla e la luce lampeggiante di emergenza ci ha aiutato ad identificarci, l’unico modo, dato che il vento andava nella direzione opposta alla voce di Silvio!!

3° giorno - Trabia - Cefalù

Terzo Giorno

Cefalù - Marina di Caronia (34 Km - 18,37 NM)

Albeggia proprio di fronte ne nostre tende. Svegliarsi così è un punto in più alla giornata che è appena iniziata!

Alba a Cala Kalura (Cefalù)

Alba a Cala Kalura (Cefalù)

Smontando il campo (Cefalù)

Smontando il campo (Cefalù)

Le prime pagaiate sono ristoratrici. Le montagne verdi che si gettano sul mare caratterizzano questo tratto di costa. La prima sosta la facciamo a Finale di Pollina.

Ai confini con la provincia di Palermo (Milianni)

Ai confini con la provincia di Palermo (Milianni)

Finale di Pollina

Finale di Pollina

Il Capo di Finale di Pollina

Il Capo di Finale di Pollina

Anche se siamo ad Agosto ci stupiamo dell'assenza di barche a motore (il che non dispiace di certo!). La costa è selvaggia ed il silenzio ci avvolge.

Rais Gerbi

Rais Gerbi

A pranzo ci siamo fermati a Castel di Tusa, passando vicino l’Atelier sul mare dove ci siamo soffermati a leggere la poesia della "Fiumara d’arte" che diventa l'inno ufficiale della nostra avventura, sembra sia stata scritta per noi! Per chi vuole leggerla si trova nella pagina dedicata del sito.

Castel di Tusa

Castel di Tusa

Finestra sul mare

Finestra sul mare

La sera abbiamo deciso di bivaccare nei pressi di Caronia, in un tratto di costa spesso battuto dal maestrale.

4° giorno - Marina di Caronia - Capo D'Orlando

Quarto Giorno

Marina di Caronia - Capo D'Orlando (38,9 Km - 21 NM)

La mattina del quarto giorno ci siamo svegliati e c'era già vento. Lo smontaggio delle tende è stato un po' burrascoso.

Vento e caos!

Vento e caos!

Mare mosso con vento da nord-ovest. Abbiamo gustato un ottimo pranzo a Sant’Agata Militello a base di pesce e dormito a Capo d’Orlando

Verso Sant'Agata di Militello

Verso Sant'Agata di Militello

Sant'Agata di Militello

Sant'Agata di Militello

Verso Capo D'Orlando (sullo sfondo)

Verso Capo D'Orlando(sullo sfondo)

Capo D'Orlando

Capo D'Orlando

Capo D'Orlando

Capo D'Orlando

5° giorno - Capo D'Orlando - Calderà

Quinto Giorno

Capo D'Orlando - Calderà (39,5 Km – 21,35 nmi)

Durante il quinto giorno i posti più belli sono stati senza dubbio il verde Capo Calavà e Tindari. La giornata è stata caratterizzata dal maestrale.

Capo Calavà

Capo Calavà

Sosta in una spiaggetta dopo Capo Calavà

Sosta in una spiaggetta dopo Capo Calavà

Navighiamo verso Tindari, posto caratterizzato dai laghetti salmastri presenti nella spiaggia.

Verso Tindari

Verso Tindari

Tindari

Tindari

Tindari

Tindari

Laghetti salmastri di Tindari

Laghetti salmastri di Tindari

Navigando direzione nord-est la costa è sabbiosa possiamo andare avanti fino a quasi l'inbrunire. Non ci sono problemi per atterrare. Bivacchiamo a Calderà: cena a base di pizza e birra Messina!

In Navigazione: ci lasciamo alle spalle Tindari (in alto si intravede il Santuario)

In Navigazione: ci lasciamo alle spalle Tindari (in alto si intravede il Santuario)

Calderà

Calderà

Birra Messina

Birra Messina

6° giorno - Calderà - Acqualadrone

Sesto Giorno

Calderà - Acqualadrone (36,6 Km – 19,8 nmi)

Partiti da Calderà abbiamo deciso di tagliare via terra l’istmo di Milazzo, per arrivare in serata il più vicino possibile a Capo Peloro. Si trattava di farsi circa 700 metri con i kayak (a pieno carico) in spalla. Partiamo, Danilo inciampa su un gradino all’inizio della strada il kayak scivola via e cade sulla sua mano! Da un lato il kayak con tutto il suo peso, dall’altro l’asfalto. La mano sanguinava copiosamente ma per fortuna nulla di rotto! Portiamo prima un kayak poi l’altro. Meglio tre ore di kayak che portare per 700m due kayak a pieno carico per le vie di Milazzo, in pieno agosto! Ci mettiamo in mare.

Porto di Milazzo

Porto di Milazzo

Dovevamo passare la centrale dell’Eni. In lontananza vedevamo una petroliera che si avvicinava velocemente verso la centrale; per fortuna siamo passati in tempo ma ce la siamo trovata non troppo distante da noi…

Raffineria di Milazzo

Raffineria di Milazzo

Petroliera

Petroliera

Passato questo scoglio ci dirigiamo verso Capo Rasocolmo. Rimaniamo incantati dalla poco conosciuta “Montagna di sabbia”. Da lontano si vedevano puntini arroccati (scoperto dopo essere persone!) su un costone roccioso ricoperto di sabbia per decine di metri. Un posto sicuramente unico! Facciamo qualche altro chilometro e ci fermiamo ad Acqualadrone.

Montagna di Sabbia

Montagna di Sabbia

Montagna di Sabbia

Montagna di Sabbia

Tramonto da Capo Rasocolmo

Tramonto da Capo Rasocolmo

7° giorno - Acqualadrone - Roccalumera

Settimo Giorno

Acqualadrone - Roccalumera (52,3 Km - 28,25 nmi)

C’era tanta attesa per l’attraversamento dello stretto di Messina per via delle forti correnti che circolano in quel tratto di mare. Vedere la Calabria ad una manciata di chilometri è stato emozionante: pochi giorni prima eravamo partiti da Palermo! A Capo Peloro, il kayak andava senza pagaiare! Pensavamo fosse la manifestazione della corrente dello stretto… ma era nulla rispetto alla forza manifestata più avanti! Ci dirigiamo verso il porto di Messina vedendo transitare navi cargo e traghetti con una frequenza impressionante.

Navigando verso Capo Peloro

Navigando verso Capo Peloro

Capo Peloro

Capo Peloro

Vediamo la Calabria dopo 7 giorni di navigazione!

Vediamo la Calabria dopo 7 giorni di navigazione!

Nave cargo in navigazione nello stretto

Nave cargo in navigazione nello stretto

Doppiato Capo Peloro entriamo nel lago di Ganzirri (dove notiamo parecchi uomini lavorare al grande allevamento di cozze presente nel lago) per poi ritornare da un'altra uscita di nuovo in mare. Notiamo la presenza di una spadara, la particolare imbarcazione utilizzata per la pesca del pesce spada.

Lago di Ganzirri

Lago di Ganzirri

Spadara

Spadara

Messina

Messina

Giunti in prossimità del porto ci avviciniamo cauti e ci facciamo notare da un gommone della guardia costiera. Sbigottiti dalla nostra presenza, i guardiacoste, ci domandano il perchè del nostro attraversamento. Noi gli rispondiamo che eravamo in viaggio e dovevamo passare il porto per dirigerci verso sud. Dopo una chiamata alla capitaneria di porto ci dicono che ci potevano scortare loro. Non senza tensioni dato che stava rientrando un traghetto. Passato il porto i due guardiacoste ci dicono: “State attenti più avanti alla corrente!”. Dopo qualche minuto l’acqua bolliva sotto di noi, non erano onde. L’acqua entrava da tutte le parti e con il kayak si andava avanti con difficoltà. Non è durato molto, qualche minuto. Più avanti, invece, la corrente si manifestava con dei mulinelli verso il centro dello stretto e in zone increspate, nel bel mezzo di un mare calmissimo, che ci facevano acquistare velocità in modo impressionante. Eravamo gasattissi. Sembravamo su un motoscafo più che su un kayak.

Zona industriale dopo il porto di Messina

Zona industriale dopo il porto di Messina

Zona industriale dopo il porto di Messina

Zona industriale dopo il porto di Messina

Erano quasi le 15, di energie ne avevamo sprecate tante ed ancora non avevao pranzato. Quasi all’unisono ci siamo fermati e nel bel mezzo della corrente, abbiamo avvicinato i kayak ed abbiamo tirato fuori dai gavoni pane e patè di olive. Abbiamo sbranato il nostro pasto con una voracità estrema, ridiamo compiaciuti mentre divoriamo il cibo.

Dopo un po’ la corrente la troviamo contraria e non si andava più avanti, ci siamo avvicinati molto alla costa dove la corrente è minore, pagaiavando a 5 metri dalla battigia! Ci siamo resi conto che la corrente aveva “scavato” il fondale. A pochi metri dalla battigia, infatti il mare, sprofondava già di diversi metri! Ci fermiamo a Tremestieri gustando una sontuosa briosche con granita.

Granita caffè e panna con briosche! Il nostro pranzo.

Granita caffè e panna con briosche!.

Prima di fermarci per sera a Roccalumera facciamo una sosta-bagno a Scaletta Zanclea, dove approfittiamo per farci una doccia di acqua dolce.

Scaletta Zanclea

Scaletta Zanclea

Scaletta Zanclea

Scaletta Zanclea

8° giorno - Roccalumera - Giardini Naxos

Ottovo Giorno

Roccalumera - Giardini Naxos (20,2 Km - 10,92 NM)

L’ultimo giorno in totale assenza di vento. Ci dirigiamo verso Capo Sant’Alessio dove la corrente viene deviata verso la Calabria e non influisce più sulla navigazione. Pagaiamo con calma quasi a rallentare il raggiungimento della meta. E’ brutto tornare alla vita reale! Giardini Naxos era vicina e finisce così la nostra terza tappa del periplo della Sicilia.

Una delle tante soste della giornata

Una delle tante soste della giornata

Recupero materiale in mare!

Recupero materiale in mare!

Capo Sant'Alessio

Capo Sant'Alessio

Foto con mare calmo

Foto con mare calmo

Mazzarò

Mazzarò

Mazzarò

Mazzarò

Giardini Naxos. Arrivati!

Giardini Naxos. Arrivati!

Il volto della soddisfazione!

Il volto della soddisfazione!

Giardini Naxos

Giardini Naxos

Foto ricordo!

Foto ricordo!

Riepilogo Viaggio

    Distanza ( 154 NM )
  • Spiaggia ( 80% )
  • Scogliera ( 20% )


Mongerbino, Capo Zafferano, Capo Plaia, Mazzaforno, Canalica, Cefalù, Rais Gerbi, Scafa, Capo Calavà, Tindari, Montagna di sabbia, Capo Peloro, Scaletta Marina, Capo S. Alessio, Giardini Naxos.

Raffineria di Milazzo, Dal Porto di Messina a Tremestieri



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