Castellaneta Marina - Santa Maria di Leuca

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Salento ionico settembrino

In un insolito settembre, abbiamo navigato lungo la Puglia Ionica, durante un trekking nautico di 5 giorni. Il programma previsto è stato cambiato, causa vento, e la nostra idea di navigare da Taranto a Brindisi si è tradotta in una partenza un po’ più a nord di Taranto, con arrivo alla punta del tacco, Santa Maria di Leuca. Nel mare Adriatico era previsto un forte vento da nord che avrebbe reso la navigazione impegnativa e che non ci avrebbe permesso di goderci appieno la costa. Il giorno della partenza, in macchina dalla Sicilia, non è stata bellissimo. Abbiamo montato i kayak sul portapacchi della macchina sotto un cielo molto nuvoloso e carico di pioggia. Durante le prime 6 ore di viaggio ha diluviato ininterrottamente!! Ci confortava il fatto che in Puglia le previsioni davano tempo soleggiato: era ciò che contava!

Viaggio in macchina dalla Sicilia verso la Puglia, sotto la pioggia battente!

Viaggio in macchina dalla Sicilia verso la Puglia, sotto la pioggia battente!

Arriviamo a Castellaneta Marina in serata, ci gustiamo un’ottima pizza e andiamo a dormire presto: domani si parte!

Pizza a Castellaneta Marina - Il giorno prima della partenza

Pizza a Castellaneta Marina - Il giorno prima della partenza


1° giorno - Castellaneta Marina - Leporano Marina

Primo Giorno

Castellaneta Marina - Leporano Marina (41 Km - 22,1 NM)

La mattina della partenza, da un B&B che si trova sul lungomare di Castellaneta Marina, abbiamo portato i kayak fino alla battigia, sotto gli occhi della gente incuriosita. Partiamo con un mare calmissimo e ci godiamo fin da subito i circa 10 Km di costa sabbiosa che si protendono verso Taranto.

Castellaneta Marina: Si parte!

Castellaneta Marina: Si parte!

La calma è quasi irreale, il mese di settembre può rilevarsi una piacevole sorpresa, poca gente in spiaggia, caldo non eccessivo e condizione di mare ancora buono.

Castellaneta Marina

Castellaneta Marina

Castellaneta Marina

Castellaneta Marina

Castellaneta Marina e la sua pineta

Castellaneta Marina e la sua pineta

Pausa bagno vicino la foce del Fiume Lato. Scattiamo un po’ di foto, punto nave, bagno e si riparte.

Foce del Fiume Lato

Foce del Fiume Lato

Pausa bagno (vicino la foce del Fiume Lato)

Pausa bagno (vicino la foce del Fiume Lato)

La calma, che caratterizza spesso le prime ore del mattino è un momento di sana pace, il kayak scivola veloce e il risveglio muscolare si compie.

Danilo sospeso!

Danilo sospeso!

Navigando con bonaccia

Navigando con bonaccia

Anche a distanza di diverse miglia si vede la zona industriale di Taranto (sulla sinistra)

Anche a distanza di diverse miglia si vede la zona industriale di Taranto (sulla sinistra)

Ci confrontiamo su come affrontare Taranto, decidiamo di tagliare per l’isola di San Pietro appartenente al demanio militare, ed evitare così la zona industriale. L’Isola San Pietro insieme all’isola San Paolo formano le Isole Cheradi. Ancora un po’ di calma e verso le 11.00 inizia a soffiare una brezza da ovest (vento al traverso).

Momenti di pausa

Momenti di pausa

Paranza con un folto numero di gabbiani al seguito, pronti a cibarsi degli scarti

Paranza con un folto numero di gabbiani al seguito, pronti a cibarsi degli "scarti"

Ci fermiamo sull’isolotto per pranzo; pranzo composto da Pane Nero di Castelvetrano, pomodorini secchi fatti in casa e carciofini sott’olio.

Pranzo a sacco sull'Isola di San Pietro

Pranzo a sacco sull'Isola di San Pietro

Ripartiamo sottovento alle Isole Cheradi, navigando verso l’imboccatura del porto, nel “Mar Grande”, vediamo entrare prima una grande nave portacontainer poi mentre ci accingiamo ad uscire dal porto, incrociamo una nave militare. Da lontano, la scrutavano mentre si avvicinava. Vediamo per qualche minuto solo la prua, la osservavamo di continuo, poi una volta visto il fianco destro ci rilassiamo.

Navi alla fonda nel "Mar Grande"

Navi alla fonda nel 'Mar Grande'

Isola San Pietro vista dal "Mar Grande"

Isola San Pietro vista dal "Mar Grande"

Isola San Pietro vista dal "Mar Grande"

Isola San Pietro vista dal "Mar Grande"

Nave militare in uscita dal porto di Taranto

Nave militare in uscita dal porto di Taranto

Puntiamo verso Capo San Vito e poco dopo facciamo una sosta e chiediamo alla gente dove consigliano di fermarci per sera. Il litorale ha qualche caletta in una lunga striscia di costa rocciosa.

Scogliera: verso Leporano Marina

Scogliera: verso Leporano Marina

Nave militare in uscita dal porto di Taranto

Torre Saturo (torre d'avvistamento spagnola di fine '500)

Ci fermiamo a Saturo (Leporano Marina). Marcello, un ragazzo incuriosito dai kayak e dalle tende, si avvicina e ci pone qualche domanda e rimane affascinato dal nostro modo di viaggiare. Chiediamo qualche consiglio su dove mangiare, si propone nel farci da guida e ci porta a mangiare una specialità pugliese: la carne al fornello. Grazie Marcello! Bivacchiamo in una baia che è una finestra sul tramonto.

Tramonto a Saturo (Leporano Marina)

Tramonto a Saturo (Leporano Marina)

Cena con Marcello: carne al fornello

Cena con Marcello: carne al fornello

2° giorno - Leporano Marina - Torre Colimena

Secondo Giorno

Leporano Marina - Torre Colimena (41 Km - 22,1 NM)

Partenza ore 8.30. La giornata si preannuncia tranquilla, il vento ci darà tregua. La costa è sempre alternata da una scogliera bassa e da spiagge di sabbia.

Appena svegli a Saturo, prima di smontare il campo

Appena svegli a Saturo, prima di smontare il campo

Nei pressi di Marina di Pusiano: tipica scogliera del litorale pugliese ionico

Nei pressi di Marina di Pusiano: tipica scogliera del litorale pugliese ionico

Mai come durante questo viaggio abbiamo visto tante Torri di avvistamento. La seguente è risalente al ’500, costruita nel periodo spagnolo per difendersi dagli attacchi saraceni.

In navigazione verso la "Torre Sgarrata" (Torretta Mare)

In navigazione verso la "Torre Sgarrata" (Torretta Mare)

Torretta Mare

Torretta Mare

Una delle tante casematte incontrate durante il viaggio (Torretta Mare)

Una delle tante casematte incontrate durante il viaggio (Torretta Mare)

Torre Sgarrata da Marina di Lizzano

Torre Sgarrata da Marina di Lizzano

A Marina di Lizzano ci concediamo una pausa bagno. La mattinata è tranquilla, il mare poco mosso.

Pausa bagno a Marina di Lizzano

Pausa bagno a Marina di Lizzano

Pausa bagno a Marina di Lizzano

Pausa bagno a Marina di Lizzano

A Marina di Lizzano facciamo una lunga sosta poi ripartiamo e ci fermiamo per pranzo a Librari, dove non ci lasciamo sfuggire l’occasione di provare altre specialità pugliesi: la puccia e il panzerotto.

Altra specialità pugliese: la Puccia!

Altra specialità pugliese: la Puccia!

L'immancabile panzerotto!

L'immancabile panzerotto!

Dal mare guardando la costa ci rendiamo conto quanto l’uomo riesca a rovinare la vista con dei semplici pali dell’illuminazione.

Nei pressi di Torre dell'Ovo

Nei pressi di Torre dell'Ovo

Cielo nuvoloso: per qualche ora pagaiamo senza sole

Cielo nuvoloso: per qualche ora pagaiamo senza sole

Un’altra pausa bagno la facciamo alle Dune di Campomarino. Due passi nell’entroterra, la costa è in pendenza e dall’alto ci gustiamo un bel paesaggio: arbusti, sabbia, piante aromatiche e mare.

Le Dune di Campomarino

Le Dune di Campomarino

Le Dune di Campomarino

Le Dune di Campomarino

Le Dune di Campomarino

Le Dune di Campomarino

Ripartiamo e vediamo scorrere una costa varia ed armoniosa, costituita da roccia, sabbia e arbusti di vario tipo.

Mirante

Mirante

Mirante

Mirante

Ci godiamo le ultime ore della giornata e decidiamo di fermarci a Torre Columena (Manduria), in una spiaggia molto larga e con una sabbia sofficissima. A due passi dalla spiaggia, nell’entroterra, si trovano le saline. Da una depressione che permette il passaggio dell’acqua si è creato un più facile transito del fluido attraverso dei condotti scavati nella scogliera tufacea. Il tramonto come ogni sera è uno spettacolo.

Verso Torre Colimena (Manduria)

Verso Torre Colimena (Manduria)

Bivacco a Torre Colimena (Manduria)

Bivacco a Torre Colimena (Manduria)

3° giorno - Torre Colimena - Lido Conchiglie

Terzo Giorno

Torre Colimena - Lido Conchiglie (39 Km - 21,1 NM)

Appena svegli, prima di partire, scattiamo due foto alle saline di Torre Columena. Ci dispiace lasciare questo posto.

Risveglio a Torre Colimena

Risveglio a Torre Colimena

Le saline di Torre Colimena

Le saline di Torre Colimena

Smontato il campo, lasciamo Torre Colimena

Smontato il campo, lasciamo Torre Colimena

Stivando tutto per bene prima di ripartire

Stivando tutto per bene prima di ripartire

In "salita"

In "salita"

Fin dalle prime pagaiate tira già un discreto vento di terra. Cerchiamo di manterci più vicino alla battigia, a largo il mare sarà stato molto mosso. Le varie rientranze che la costa disegna ci costringe ad esporci al vento e per avvicinarci di nuovo alla battigia bisogna pagaiare con molto vigore.

Prime pagaiate del terzo giorno con vento di terra

Prime pagaiate del terzo giorno con vento di terra.

Dopo neanche 45 minuti dalla partenza arriviamo a Punta Prosciutto: immancabile bagno e tante foto. Il silenzio e la poca gente in spiaggia rende l’atmosfera ancora più magica.

Prime pagaiate del terzo giorno con vento di terra

Punta Prosciutto

Prime pagaiate del terzo giorno con vento di terra

Punta Prosciutto

Prime pagaiate del terzo giorno con vento di terra

Punta Prosciutto

Prime pagaiate del terzo giorno con vento di terra

L'acqua di Punta Prosciutto

Punta Prosciutto e il Sardinia

Punta Prosciutto e il Sardinia

Lo scafo del Genesis 7000

Lo scafo del Genesis 7000

Ci dispiace ripartire, ma “dobbiamo fare strada”. Il vento di terra, porta a noi gli odori dell’entroterra: il classico profumo della pineta e l’odore di carne arrostita (chi arrostirà mai la carne alle 9 del mattino?!). A Torre Castiglione individuiamo un canale scavato nella roccia: pagaiamo timidamente all’interno per uscirne poco dopo.

Dentro un canale scavato nella roccia

Dentro un canale scavato nella roccia

Ci fermiamo a fare il bagno poco dopo sempre a Torre Castiglione, in un posto degno di nota. Posti del genere vengono molto più apprezzati senza la folla di gente che popola le spiagge ad agosto.

Torre Castiglione

Torre Castiglione

Torre Castiglione

Torre Castiglione

Ripartiamo verso Torre Lapillo, Torre Chianca e Porto Cesareo. In quest’ultima facciamo una sosta proprio di fronte il paese, sull’Isola dei Conigli. L’isolotto che si può raggiungere anche a nuoto da Porto Cesareo è ricoperto in gran parte da pini. L’isola prende il nome da un’attività degli anni ’50 che si poneva l’obiettivo di creare un allevamento di una colonia di conigli, allo stato brado, sull’isola.

Torre Lapillo

Torre Lapillo

Torre Lapillo

Torre Lapillo

Taxi Boat (vicino l'Isola della Malva - Torre Chianca)

Taxi Boat (vicino l'Isola della Malva - Torre Chianca)

Isola dei Conigli (Porto Cesareo)

Isola dei Conigli (Porto Cesareo)

Isola dei Conigli (Porto Cesareo)

Isola dei Conigli (Porto Cesareo)

In questo paradiso notiamo che gente totalmente priva di intelletto ha deciso di abbandonare la spazzatura tra gli alberi (bottiglie di plastica, cartone per pizza, bottiglie di birra).

Sosta all'Isola dei Conigli (Porto Cesareo)

Sosta all'Isola dei Conigli (Porto Cesareo)

Passeggiata sull'Isola dei Conigli

Passeggiata sull'Isola dei Conigli

Porto Cesareo vista dall'Isola dei Conigli

Porto Cesareo vista dall'Isola dei Conigli

Sono le 12.30, e siamo indecisi se pranzare a sacco sull’isola o fermarci più avanti. Decidiamo di continuare e fermarci tra circa una o due ore. Generalmente se non si avvicina la sera non ci preoccupiamo più di tanto sul tratto di costa che ci aspetta, ma visto che eravamo vicini all’ora di pranzo dovevamo farlo! Siamo riusciti a fermarci soltanto alle 16 (senza aver pranzato e andando avanti con delle barrette energetiche)! Davanti a noi c’erano 20 Km di scogliera. Navighiamo prima verso Torre Squillace e poi verso Torre Uluzzo, nel frattempo il vento è rinforzato e ci teniamo a debita distanza dalla costa.

In navigazione verso la Torre Squillace

In navigazione verso la Torre Squillace

Danilo in navigazione di fronte la Torre Squillace

Danilo in navigazione di fronte la Torre Squillace

Mare mosso

Mare mosso

Torre Uluzzo (Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano)

Torre Uluzzo (Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano)

Peccato non esserci fermati a Porto Selvaggio, sono le 15.15 e ancora siamo a digiuno… l’unico obiettivo è trovare una località dove mangiare.

Porto Selvaggio

Porto Selvaggio

Porto Selvaggio

Porto Selvaggio

Porto Selvaggio

Porto Selvaggio

Altra torre, Torre dell’Alto. Ormai abbiamo perso il conto di quante torri abbiamo avvistato durante il viaggio. Ciò evidenzia, quanto queste coste fossero esposte, in passato, ad attacchi dal mare ad opera dei pirati, dei Turchi e dei Saraceni.

Torre dell'Alto

Torre dell'Alto

Abbiamo toccato terra a Santa Maria al Bagno, dove ci siamo divorati un pranzo in un batter d’occhio. Alla fine del pranzo abbiamo preso un’insalata di frutta paradisiaca: uva, fichi, pesche, pere con mentuccia e semi di papavero, il tutto accompagnato con yogurt fresco.

Santa Maria al Bagno, finalmente si pranza!

Santa Maria al Bagno, finalmente si pranza!

Una goduria!

Una goduria!

Rinfrancati dal pranzo ripartiamo verso sud. Passiamo per le “Quattro Colonne” di Santa Maria al Bagno risalenti al ’600, costruite per fortificare la costa e prevenire gli attacchi turchi e nord-africani. In quel punto all’epoca, era possibile rifornirsi anche di acqua dolce per lo sbocco di un fiume ormai scomparso. Da qui il nome dato nell’antichità, “Torre del Fiume”.

Quattro Colonne (Santa Maria al Bagno)

Quattro Colonne (Santa Maria al Bagno)

Facciamo una sosta a Lido Conchiglie. Incontriamo una coppia piemontese e ci fermiamo a parlare, interessati della nostra avventura ci intratteniamo una mezzora con loro in una piacevole discussione. Proseguendo verso sud ci avvicineremo a Gallipoli, ma vista la giornata alquanto pesante decidiamo di rimanere a Lido Conchiglie.

Quattro Colonne (Santa Maria al Bagno)

Danilo, tramonto a Lido Conghiglie

4° giorno - Lido Conchiglie - Lido Marini

Quarto Giorno

Lido Conchiglie - Lido Marini (42 Km - 22,1 NM)

E' il giorno di Gallipoli. Partendo, puntiamo direttamente la prua verso il porto. Non abbiamo dubbi: entreremo nel porto e passeremo attraverso il ponte seicentesco che separa la città vecchia dalla nuova. Nell’antichità la parte finale del ponte era costituita da un ponte levatoio in legno che rendeva la città inattaccabile. Ci stupiamo del fatto che il porto è pulitissimo, quasi certamente per il fatto che l’acqua scorre al suo interno attraversandolo nella sua interezza.

Smontato il campo a Lido Conghiglie. Si parte!

Smontato il campo a Lido Conghiglie. Si parte!

Si riparte da Lido Conchiglie. Sullo sfondo la città di Gallipoli

Si riparte da Lido Conchiglie. Sullo sfondo la città di Gallipoli

Danilo dentro il porto di Gallipoli

Danilo dentro il porto di Gallipoli

Dentro il porto di Gallipoli

Dentro il porto di Gallipoli

Dentro il porto di Gallipoli

Dentro il porto di Gallipoli

Sotto il ponte seicentesco del porto di Gallipoli

Sotto il ponte seicentesco del porto di Gallipoli

Porto di Gallipoli

Porto di Gallipoli

La città vecchia di Gallipoli vista dal porto

La città vecchia di Gallipoli vista dal porto

All’uscita del porto ammiriamo il golfetto che termina a Punta Pizzo. Ci fermiamo poco dopo Gallipoli a fare un bagno in un mare molto più simile ad una piscina, poi un’altra gran bella sosta nel “Parco Naturale Regionale Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant’Andrea” poco prima di Punta Pizzo, in una piccola spiaggetta.

Gallipoli

Gallipoli

Gallipoli

Gallipoli

Parco Naturale Regionale Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant'Andrea

Parco Naturale Regionale Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant'Andrea

Parco Naturale Regionale Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant'Andrea

Parco Naturale Regionale Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant'Andrea

Pranziamo a sacco a mezzogiorno con le nostre conserve, anche perchè sappiamo che dopo Punta Pizzo fino a Torre San Giovanni ci saranno circa 20 Km di scogliera praticamente ininterrotta, salvo qualche sparuto approdo.

Scogliera a sud Punta Pizzo

Scogliera a sud Punta Pizzo

Scogliera a sud Punta Pizzo

Scogliera a sud Punta Pizzo

Scogliera a Lido Pizzo

Scogliera a Lido Pizzo

L’unica sosta prima di affrontare un altro bel tratto di scogliera è a Marina di Mancaversa, visto che oggi i posti dove approdare sono centellinati ne approfittiamo.

Marina di Mancaversa

Marina di Mancaversa

Marine di Posto Rossi

Marine di Posto Rossi

Silvio in navigazione verso Torre San Giovanni

Silvio in navigazione verso Torre San Giovanni

Ancora scogliera, ormai quasi arrivati a Torre San Giovanni

Ancora scogliera, ormai quasi arrivati a Torre San Giovanni

Ancora scogliera poco prima di Torre San Giovanni, alcuni angoli sono incantevoli

Ancora scogliera poco prima di Torre San Giovanni, alcuni angoli sono incantevoli

La Torre di Torre San Giovanni

La Torre di Torre San Giovanni

Torre San Giovanni, finalmente un po' di spiaggia di sabbia!

Torre San Giovanni, finalmente un po' di spiaggia di sabbia!

Torre San Giovanni, il mare ha un intenso color turchese anche se il mare è increspato. Non immaginiamo il risultato con mare calmissimo.

Il mare di Torre San Giovanni

Il mare di Torre San Giovanni

Dopo una sosta di una mezzora, ripartiamo verso Torre Mozza e decidiamo di fermarci a Lido Marini, località del comune di Ugento, dove bivaccheremo per la notte.

Torre Mozza

Torre Mozza

Tramonto a Lido Marini (Ugento)

Tramonto a Lido Marini (Ugento)

Tramonto sul bacino idrografico di Lido Marini

Tramonto sul bacino idrografico di Lido Marini

La sera ci concediamo una gran cena. Oltre alla pasta, veramente ottima, abbiamo mangiato anche un’atipica salsiccia di polpo.

Pasta con basilico, pomodori secchi, zucchine, pinoli e cacioricotta

Pasta con basilico, pomodori secchi, zucchine, pinoli e cacioricotta

Salsiccia di polpo

Salsiccia di polpo

5° giorno - Lido Marini - Santa Maria di Leuca

Quinto Giorno

Lido Marini - Santa Maria di Leuca (19 Km - 10,5 NM)

Ultimo giorno caratterizzato da vento scirocco per gran parte della giornata. La nostra rotta è proprio verso sud-est quindi mare di prua e il vento che ci rallenta non poco. Facciamo una prima sosta poco prima di Marina di Torre Pali. Approdiamo su una spiaggia sabbiosa, navigando sottovento ad un isolotto roccioso.

C'è già vento alla partenza (ore 8.00)

C'è già vento alla partenza (ore 8.00)

Salsiccia di polpo

Sosta a Marina di Torre Pali

Salsiccia di polpo

Sosta a Marina di Torre Pali

Ripartiamo ma la nostra velocità va pian piano a diminuire. Il GPS segna soltanto 4 Km/h, il vento verso metà mattinata, quando siamo vicino Torre Vado, incrementa ulteriormente la sua intensità, e il GPS oscilla tra i 2 e i 3 Km/h, praticamente si pagaia per stare fermi. Decidiamo di fermarci per pranzo a Torre Vado e quasi abbandoniamo la speranza di raggiungere Santa Maria di Leuca. Continuare a pagaiare avrebbe poco senso, ci fermiamo per qualche ora: bagno, pranzo e pennichella!

Ottima Birra Weiss artigianale

Ottima Birra Weiss artigianale

Cavatelli con Tonno Rosso, pistacchio e prezzemolo

Cavatelli con Tonno Rosso, pistacchio e prezzemolo

Orecchiette con polpettine di carne e cacioricotta

Orecchiette con polpettine di carne e cacioricotta

Dopo il nostro ottimo pranzo vista mare, notiamo che il mare è meno mosso e il vento è calato. Si può ripartire verso Santa Maria di Leuca. Non possiamo in ogni caso doppiare il capo di Santa Maria di Leuca e puntare la prua verso nord perchè dopo ci sarebbe un lunghissimo tratto di scogliera (circa 50 Km con pochissimi approdi).

Torre Vado

Torre Vado

Verso Santa Maria di Leuca

Verso Santa Maria di Leuca

Lido sulla roccia vicino Santa Maria di Leuca

Lido sulla roccia vicino Santa Maria di Leuca

Grotte vicino Santa Maria di Leuca

Grotte vicino Santa Maria di Leuca

Fine del viaggio! Santa Maria di Leuca

Fine del viaggio! Santa Maria di Leuca

Fine del viaggio! Santa Maria di Leuca

Fine del viaggio! Santa Maria di Leuca

Riepilogo Viaggio

Dati Viaggio

    Distanza ( 98 NM )
  • Spiaggia ( 40% )
  • Scogliera ( 60% )


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